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Questa particolare impronta anomala è stata riscontrata per la prima volta a dicembre del  2009 a Firenze. Ha delle caratteristiche generali che si discostano sensibilmente da quelle presenti nelle 4 figure fondamentali precedentemente descritte e dalle loro varianti considerate rare. L’unica impronta tra quelle conosciute e precedentemente descritte, con cui ha una sola similitudine è l’impronta denominata “ADELTA PINIFORME”.

impronta piniforme

impronta anomala

 

 

 

 

 

 

 

 

L’impronta “ANOMALA”   presenta una sola analogia  con quest’ultima ed è il “delta” posizionato al  centro del polpastrello, in nessun’altra figura conosciuta è riscontrabile tale posizione.  Anche se, come detto precedentemente, nella “PINIFORME” la zona del “delta” manca perché manca anche la “zona centrale”. Nell’impronta “ANOMALA” sono presenti anche  2 diversi gruppi di anse ben distinti e separati, posizionati specularmente tra di loro.

La presenza di questi 2 gruppi di anse  caratterizzano le impronte denominate “COMPOSTE” che hanno 2 delta,  o 3 nel caso delle “TRIDELTA” e le anse formano un andamento a serpentina. La nostra nuova impronta invece, ha un solo delta e nessuna “serpentina.” In base alle caratteristiche riscontrate (1 DELTA e 2 gruppi di ANSE distinti e separati in posizione speculare), questa nuova figura può essere denominata “MONODELTA CON ANSE SPECULARI”.

In Italia, su circa 11 milioni di persone fotosegnalate, non sono state mai riscontrate altre impronte simili. Nel  mondo, per quello che è dato sapere, sono state segnalate si altre impronte “ANOMALE” come quelle di seguito riportate, (una in California e l’altra in Svezia), che hanno delle peculiarità tra di loro molto simili ma sono diversissime da quella in analisi.  E’  giusto ipotizzare quindi che questa nuova impronta denominata “MONODELTA CON ANSE SPECULARI”  è, per ora, UNICA  al mondo, almeno tra le persone fotosegnalate.

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra le anomalie si segnala che in alcuni casi non sono solo “anomali” gli andamenti delle creste papillari, ma anche le forme che possono assumere, spesso bizzarecome nel caso riportato di seguito:

 

ingrandimento dello SMILE

bidelta

Questa è una  impronta che per la presenza di alcune caratteristiche generali (2 delta, presenza della zona centrale con andamento delle anse concentrico), è considerata una comunissima “BIDELTA”. Ma andando a guardare il “core” dell’impronta, si notano 3 punti ed una cresta semicircolare. La casualità ha voluto che queste 4 particolarità/minuzie abbiano assunto una sequenza ed un ordine tale da sembrare uno “SMILE”, addirittura , nell’ingrandimento, è distinguibile anche la punta all’insù del “naso”.Queste caratteristiche particolari potrebbero quindi prescindere dalla presenza di minuzie minime previste dalla giurisprudenza nazionale.

Infatti, per giungere ad una “identificazione dattiloscopica”, quindi assolutamente certa ed inconfutabile, la giurisprudenza italiana impone di riscontrare tra il frammento in analisi e l’impronta a confronto, la presenza di 16/17 “minuzie” uguali per forma e posizione.

Questo limiti deriva da una formula matematica messa a punto nel lontano 1911 dal medico francese Victor BALTHAZARD  che ipotizzava che 2 “minuzie” uguali per forma e posizione,  potevano riscontrarsi ogni 16 impronte, 3 ogni 64, 4 ogni 256 e così via  fino a ipotizzare che 17 minuzie potevano riscontrarsi uguali per forma e posizione, ogni 17 miliardi di impronte.

E’ da specificare che BALTHAZARD nella sua formula, prendeva in considerazione solo 4 tipi di “minuzie” (le biforcazioni verso l’alto e verso il basso, le interruzioni verso l’alto e verso il basso), quelle che indubbiamente sono le più ricorrenti, tralasciando completamente le altre particolarità tra cui le minuzie dette “punti”. Ora ipotizziamo che sul luogo del reato venga trovato proprio il frammento “smail” relativo all’ultimo ingrandimento, ebbene applicando la formula innanzi descritta, si ha che in questa particolare figura si devono prendere in considerazione solo 2 “minuzie” (inizio e fine cresta) non considerando, come se non esistessero, i ben 3 punti che tra l’altro sono considerati anche “minuzie rare”.

Applicando a questo caso la formula sopra indicata, si ha che questo disegno particolare, potrebbe riscontrarsi ogni 16 impronte, per rapportarlo al numero delle persone si divide per 10 (ogni persona ha dieci dita quindi 10 possibilità di avere la stessa disposizione delle 2 minuzie prese in considerazione dal BATHAZARD) quindi si ottiene che in teoria lo “smail” potrebbe essere riscontrato ogni 1,6 persone, dato assolutamente inesatto.

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