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METODO DEL “FINGERPRINT PROGRESSED”

Abbiamo tutti sentito parlare dell’Age Progressed, particolare tecnica computerizzata in grado di invecchiare progressivamente il volto di una persona per vedere quale potrebbe essere il suo aspetto a distanza di parecchi anni. Questa tecnica è stata usata anche per la piccola Angela Celentano scomparsa nel 1993 all’età di 3 anni. Si è partiti da una foto riproducente la bambina immediatamente prima della scomparsa e, considerando le caratteristiche del volto dei genitori e quello delle due sorelle, è stato ricostruito artificialmente  il processo naturale d’invecchiamento, fino ad arrivare al probabile  volto che potrebbe avere ora a 19 anni.

Purtroppo avere a disposizione una foto anche se recente, non basta ad eseguire una vera e propria ricerca diciamo così attiva della persona scomparsa. E’ possibile solo fare un confronto mirato di volta in volta con le persone che si sospettano essere la persona da ricercare, o bisogna sperare che questa sia in grado di riconoscersi, o che abbia intenzione di ritornare dai familiari, ma soprattutto che sia viva e capace di intendere e volere.

Questo perché tutte le banche dati attualmente esistenti, non permettono una ricerca basandosi sulle caratteristiche del volto ma solo ed esclusivamente su dati alfa-numerici.

L’unica banca dati, per ora, che permette una vera e propria “ricerca attiva”, anche senza avere a disposizione la foto  o le generalità, è quella relativa alle impronte digitali.

In considerazione  che molte  delle persone che si allontanano e non danno più loro notizie, hanno problemi mentali, caratteriali,  dediti ad attività illecite, o stanno attraversando un forte periodo di depressione, di forte contrasto con i propri genitori, o hanno intenzioni suicide, è probabile che prima o poi vengano controllate dalle forze di polizia e schedate per vari motivi. In questo modo le loro impronte saranno presenti nel database informatizzato permettendo così di ricercarle in qualsiasi momento, a prescindere dalle generalità o dall’aspetto del volto.

La ricerca tramite impronte digitali, come sappiamo, dà la massima certezza sull’identificazione personale e permette di controllare un vastissimo database che comprende, cosa di notevole importanza, anche quelle relative alle persone decedute rimaste sconosciute. Questa ricerca permette di controllare tutte le persone fotosegnalate sul territorio nazionale con possibilità, a seconda dei casi, di estendere la ricerca anche in  altri paesi, cosa che non e possibile con una semplice foto.

Per poter eseguire questo tipo di ricerca, ovviamente, c’è bisogno di avere almeno una impronta dello scomparso che, se non schedato,  è possibile reperirla nella sua abitazione su oggetti di suo uso quotidiano (bicchieri, bottiglie, porte, finestre, soprammobili, occhiali, libri, ecc. ecc.), proprio come si fa quando si cercano impronte sul luogo di un reato per risalire all’autore.

Nel caso della piccola Angela, si sarebbe potuto (ormai forse è troppo tardi) ricercare le sue piccole impronte sui giocattoli o meglio ancora, su oggetti cartacei (fogli su cui la piccola giocava o disegnava)  questo perché la carta è il materiale migliore dove poter trovare impronte digitali anche a distanza di molto tempo. Oppure su lavori manuali eseguiti con materiali quali il Das, il Pongo, le plastichine di qualsiasi genere, o tramite la “classica” impronta delle mani apposte sul foglio di carta preventivamente inchiostrate con tempere colorate (lavori che vengono eseguiti speso negli asili nido).

L’impronta così evidenziata, non è utilizzabile per una ricerca nel database, questo perché è di dimensioni troppo piccole rispetto alla stessa impronta ipoteticamente presente nel database che è sicuramente di dimensioni maggiori avendo subito il normale accrescimento corporeo della ormai adulta Angela. Necessita quindi che venga ingrandita artificialmente, eseguendo un ingrandimento fotografico, simulando così il normale accrescimento fisico della ragazza oggi quasi ventenne.

Questo è il metodo che può essere chiamato del “FINGERPRINT PROGRESSED”.

Tale ingrandimento deve essere eseguito tenendo conto della grandezza delle dita delle due sorelle, questo perché è plausibile,  per un fattore genetico, che l’accrescimento sia simile.

In questo modo è possibile eseguire una ricerca in ambito sia nazionale che internazionale.

Si deve tener conto che, la possibilità che le impronte delle persone scomparse siano presenti in banca dati, non è remota, basti pensare a tutte le vicissitudini della vita a cui  va incontro chi ha cambiato completamente il suo modo di vivere, senza avere più casa, famiglia,  amici e un lavoro che gli permetta di sostenersi.

Non basta eseguire solo un controllo in questa banca dati perché il primo, ipoteticamente eseguito all’atto dell’identificazione da parte delle forze di polizia sarà negativo, almeno che la persona non sia stata già schedata prima della scomparsa. Controllando invece una sua impronta recuperata a casa, si potrà sapere se, dove e quando, questa persona è stata controllata e quali generalità abbia fornito all’atto del controllo di polizia.

Può accadere anche il contrario, cioè che si proceda  a controllare questo archivio ( tramite l’impronta reperita nella sua abitazione), prima ancora che venga schedato per un controllo di polizia, anche in questo caso tale ricerca sarà negativa.

Quindi, per eseguire una “ricerca attiva” dello scomparso, è consigliabile reperire una sua impronta all’interno della sua abitazione, controllare che questa non sia riferibile ad altri familiari, e ricercarla in questa vastissima banca dati più volte a distanza di tempo.

Nel caso di bambini scomparsi si deve tener conto che raramente le forze di polizia assumono le impronte a persone minorenni, previo formale autorizzazione da parte degli organi competenti, quindi la ricerca in questa banca dati sarà quasi certamente negativa. Si potrà avere una qualche speranza di riscontro positivo, quando questi raggiunta  la maggiore età, per qualsiasi motivo, vengono sottoposti ai rilievi dattiloscopici, ecco perché le loro impronte da bambini, gelosamente conservate,  devono essere sottoposte al processo del “FINGERPRINT PROGRESSED”, prima di eseguire la ricerca dattiloscopica.

I familiari delle persone a “rischio scomparsa” (persone affette da malattie mentali o da perdita di memoria), potrebbero preventivamente assumere e conservare le impronte del proprio caro, in modo che all’atto della denuncia di scomparsa, oltre a consegnare alle forze dell’ordine la foto più recente, siano in grado di fornire anche le sue impronte, dando così la possibilità di controllare questa banca dati, dove confluiscono le impronte anche delle persone rinvenute, purtroppo, senza vita.

 

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